Qualche giorno fa, un socio mi ha chiesto: «Ma come fate a tenere in ordine tutte le guide che scrivete?». La domanda mi ha fatto sorridere, perché la risposta è semplice: ci ritroviamo insieme, con carta e penna (o meglio, con tastiera e caffè), e scriviamo. Si chiama docathon, ed è una delle attività più belle che possiamo fare come comunità. Non serve essere esperti: basta la voglia di raccontare e di migliorare ciò che usiamo ogni giorno.
Linux
Un pomeriggio insieme per scrivere il futuro
Qualche giorno fa, un socio mi ha chiesto: «Ma come fate a tenere in ordine tutte le guide che scrivete?». La domanda mi ha fatto sorridere, perché la risposta è semplice: ci ritroviamo insieme, con carta e penna (o meglio, con tastiera e caffè), e scriviamo. Si chiama docathon, ed è una delle attività più belle che possiamo fare come comunità. Non serve essere esperti: basta la voglia di raccontare e di migliorare ciò che usiamo ogni giorno.
Cosa c’entra l’AI con il PC che non butti
Qualche giorno fa, un socio mi ha chiesto: «Ma è vero che le grandi aziende di software stanno cambiando modello perché l’intelligenza artificiale costa troppo?» La domanda mi ha fatto sorridere, perché è esattamente quello che vediamo ogni mese nel nostro laboratorio tecnico, solo su scala più piccola. Mentre i giganti come ServiceNow rincorrono l’AI e acquisiscono aziende di sicurezza per miliardi, noi dello Staff di Punto di Riferimento ci troviamo a fare i conti con la stessa domanda: quanto ci costa davvero il software che usiamo, e chi decide cosa installiamo sul nostro computer?
Quel socio che voleva aggiornare il firmware senza stress
Proprio ieri, un socio mi ha fermato al laboratorio con una domanda che mi ha fatto sorridere: ‘Ma perché il mio portatile Ubuntu ogni tanto mi chiede di aggiornare cose strane che non capisco?’.
La sua perplessità mi ha ricordato una notizia che stavo leggendo proprio quella mattina, e cioè che gli sviluppatori di Ubuntu stanno valutando l’idea di introdurre un pacchetto chiamato linux-firmware-hwe. In parole povere, vorrebbero rendere più semplice e automatico l’aggiornamento di quei piccoli programmi interni che fanno funzionare al meglio tastiera, scheda Wi-Fi, scheda video e altri componenti del computer.
Un vecchio PC, una sfida e una sorpresa
Proprio ieri, leggendo le notizie del settore, mi sono imbattuto in un esperimento curioso: un canale YouTube ha messo a confronto Fedora e Windows 11 sullo stesso identico computer, usando test automatici. Windows è stato più veloce solo nell’avvio di Cyberpunk 2077, mentre Fedora ha vinto nella maggior parte delle altre prove. La notizia mi ha fatto sorridere, perché mi ha riportato alla mente tante chiacchierate con i soci che si avvicinano al software libero.
Quando l’aggiornamento perfetto si blocca: lezione da Ubuntu
Proprio ieri, mentre sfogliavo le notizie del mondo del software libero, mi sono imbattuto in una storia che mi ha fatto sorridere. Canonical, la società che sviluppa Ubuntu, ha dovuto ritirare le immagini di installazione della versione 24.04.5 perché un errore bloccava l’installazione per chi sceglieva l’opzione estesa. Un intoppo che capita, per carità, ma che ci offre lo spunto per una riflessione importante: quanto è fondamentale poter contare su un sistema che si adatta davvero alle nostre esigenze, senza sorprese dell’ultimo minuto.
Due giorni persi per un errore che non era nel codice
Qualche giorno fa, un socio mi ha scritto con una storia che mi ha fatto sorridere, perché ci sono passato anch’io. Aveva passato due giorni a cercare un errore nel suo programma, convinto che ci fosse un problema nei dati o nella logica. Invece, il problema era altrove, in una cartella vuota sul server. La sua avventura mi ha ricordato quanto sia importante conoscere l’ambiente in cui gira il software, non solo il software stesso.
Quando il computer si ripara da solo: storie di automazione
Proprio ieri, un socio mi ha raccontato di aver passato mezza giornata a spegnere incendi sul suo server aziendale. Un disco pieno, un servizio bloccato, un certificato scaduto: ogni volta doveva correre ai ripari manualmente. Mi ha detto: «Se solo il computer potesse aggiustarsi da solo…». Ebbene, quella fantasia sta diventando realtà grazie a una collaborazione tra Splunk e Red Hat.
Quella volta che mi sentii fuori posto (e cosa imparai)
Qualche giorno fa, rileggendo una storia condivisa da una sviluppatrice, mi sono tornati in mente tutti quei momenti in cui anche noi, come associazione, ci siamo sentiti un po’ fuori posto. Lei raccontava di essere stata invitata a parlare a una conferenza solo per rispettare le quote di diversità. Una sensazione amara, che ti fa dubitare del tuo valore. Ma la parte interessante è come ha trasformato quella frustrazione in energia positiva. E mi ha fatto riflettere su quanto accade anche nel nostro piccolo mondo fatto di PC riciclati e software libero.
Windows copia Linux: cambio automatico chiaro/scuro
Proprio ieri, mentre smanettavo su un vecchio portatile di un socio, mi sono accorto di quanto diamo per scontate alcune cose su Linux. Il socio mi diceva: “Ma perché su Windows devo cambiare manualmente il tema chiaro e scuro? Non si può fare da solo?” E io, sorridendo, gli ho mostrato come su Debian questo si possa impostare in due click, da anni. Poi oggi leggo che Microsoft sta finalmente testando l’attivazione automatica della modalità chiara e scura su Windows 11. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. 😊
